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SCRUM:il framework AGILE più utilizzato.

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SCRUM: il framework AGILE più utilizzato.

COS’È SCRUM
Capita che in ambito aziendale si utilizzano termini di discipline distanti dal mondo del business ma di grande efficacia e in grado di fornire un’idea immediata e chiara di ciò che si vuole rappresentare. Ciò è perfettamente riuscito con SCRUM. Tradotto in italiano con il termine “mischia” trova la sua origine nel gioco del rugby dove indica il pacchetto di mischia dei giocatori e, non a caso, è stato usato questo termine¹ come metafora per rappresentare il team che deve lavorare in modo che tutti i membri spingano nella stessa direzione, agendo come un unico corpo coordinato, come una solo entità sul campo (il progetto).
Scrum è un framework, un quadro di riferimento all’interno dell’Agile Project Management che permette di sviluppare, rilasciare e mantenere prodotti complessi. Diffusosi nei primi anni novanta per la gestione di progetti di sviluppo software, ha acquistato sempre più popolarità tanto che oggi è l’approccio Agile più famoso e utilizzato al mondo per progetti complessi ed innovativi, non solo di tipo software.
In Scrum il progetto è diviso in blocchi rapidi di lavoro (Sprint), della durata massima di un mese o meno. Al completamento di ogni sprint, viene consegnata al cliente una porzione funzionante del prodotto (il Working Software dell’Agile Manifesto). Questi blocchi di lavoro vengono scelti, dal Product Owner con l’aiuto del team di sviluppo, dal Product Backlog. Il Product Backlog è un elenco ordinato di tutto ciò che è il lavoro che deve essere svolto dal team (lo scope del Project Management “tradizionale”). Il Product Owner è la persona responsabile del Product Backlog, compreso il suo contenuto e l’ordinamento degli elementi.
Una figura centrale in Scrum è lo Scrum Master, che tipicamente necessita di un particolare training e funge per lo più da facilitatore; ovvero il suo compito principale è quello di risolvere gli eventuali ostacoli incontrati dal team e assicurarsi che questi consegnino un software funzionante nei tempi previsti e concludano tutte le attività richieste durante ogni Sprint.
Diversamente da quanto si pensi lo Scrum Master non è né un Team Leader né un Project Manager, il cui ruolo è assegnato ad un’altra persona meno coinvolta nel lavoro tecnico e più dedita alla gestione di alto livello del progetto. Inoltre lo Scrum Master, diversamente dal Project Manager, non si occupa delle attività di gestione delle risorse e, all’interno del team di sviluppo, ha la stessa autorità di tutti gli altri, anche se è l’unico ad assumersi la responsabilità della riuscita del prodotto.

CICLO DI VITA, ARTEFATTI ED EVENTI IN SCRUM

Il ciclo di vita di Scrum può essere rappresentato come in figura 1, e seguendo questo schema la prima fase è identificare le funzionalità che il prodotto deve possedere. Il Product Backlog, che è il primo artefatto in SCRUM, è un documento che contiene una lista prioritizzata di un insieme di voci o elementi (item) che verranno realizzati. Il Product Backlog è dinamico, pertanto le variazioni nei requisiti di business o nella tecnologia causano dei cambiamenti nel documento per permettere al prodotto di essere costantemente adeguato. In generale il Product Backlog è un elenco di tutto quello che potrebbe essere necessario per poter realizzare un prodotto che abbia valore. Quindi in questo elenco non solo ci sono soltanto una serie di funzionalità, ma anche le caratteristiche, i requisiti (funzionali e non) e i miglioramenti che costituiranno le modifiche al prodotto nelle successive versioni.
Il Product Backlog è ordinato per priorità e l’ordinamento dall’alto verso il basso dei suoi elementi guida le attività di sviluppo del team.
Successivamente alla realizzazione del Product Backlog si entra nella seconda fase, in cui l’obiettivo è identificare gli elementi prioritari da realizzare nel prossimo Sprint e creare lo Sprint Backlog, il secondo artefatto di Scrum. Per la pianificazione dello Sprint è previsto un incontro, lo Sprint Planning Meeting, al quale partecipa tutto il Scrum Team. La durata di questo evento è in proporzione alla durata dello Sprint (per uno Sprint di un mese il meeting dura 8 ore, per Sprint di due settimane ha una durata di 4 ore). Una sessione del meeting si divide solitamente in due parti: nella prima parte verrà indicato l’elenco delle funzionalità (user stories) che dovranno essere realizzate, nella seconda parte il solo team di sviluppo definirà un elenco dei task da terminare per creare le funzionalità definite precedentemente insieme al Product Owner.
In seguito parte lo Sprint e il team entra nella terza fase, quella di realizzazione. Nel momento in cui il team inizia a realizzare le funzionalità stabilite il Product Backlog viene congelato, ciò significa che non sarà possibile aggiungere o eliminare gli item. Ogni Sprint può essere considerato come un progetto con un orizzonte temporale non più lungo di un mese. Durante lo Sprint il team si incontra quotidianamente, Daily Scrum Meeting, un evento topico in Scrum utilizzato per ispezionare e adattare il processo di sviluppo. L’incontro, che per ridurre la complessità si svolge allo stesso orario e allo stesso luogo, ha una durata di 15 minuti e serve al team per verificare il lavoro svolto dopo l’ultimo Daily Scrum, per spiegare gli eventuali ostacoli incontrati e per creare un piano (ciò che deve essere fatto) prima della prossima riunione.
Al termine dello Sprint si svolge un altro evento di Scrum lo Sprint Review. Un incontro informale il cui obiettivo è ispezionare l’incremento e adattare se necessario il Product Backlog. L’incremento, la somma di tutti gli elementi del Product Backlog completati durante uno sprint, rappresenta il terzo artefatto di Scrum.
Dopo lo Sprint Review e prima del successivo Sprint Planning, il team di sviluppo si riunisce per lo Sprint Retrospective. Questo è un altro fondamentale evento di Scrum, un momento durante il quale tutto lo Scrum Team esegue un’analisi dell’ultimo Sprint per valutare l’andamento dei processi e delle persone e identificare cosa continuare a fare, cosa smettere di fare e cosa migliorare in modo da aumentare la produttività nel prossimo Sprint. Al termine del processo di retrospettiva parte il successivo ciclo.

Anche se qui si è trattato in modo sintetico alcuni dei principali aspetti di Scrum, comunque si evince chiaramente che non è eccessivamente complicato, ma possono servire alcuni anni per poterlo padroneggiare veramente. Inoltre affinché funzioni correttamente occorre che i membri dello Scrum Team seguano una formazione specifica e, in particolare è fondamentale che lo Scrum Master acquisisca la completa padronanza dello strumento affinché lui stesso possa diventare mediatore, formatore, conduttore e assistente del team.

SCRUM: il framework AGILE più utilizzato

[¹] Jeff Sutherland, che con Ken Schwaber ha ideato e sviluppato Scrum, ha dichiarato che l’ispirazione è derivata da un articolo di Takeuchi e Ikujiro apparso sull’Harward Business Review nel 1986.

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