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Produzione PUSH vs produzione PULL

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Collegati ai concetti di pianificazione e controllo della produzione industriale ci sono le strategie di tipo Push e di tipo Pull.
Una produzione è push (“a spinta”) se il lead time di prodotto è superiore al delivery time e pertanto la programmazione della produzione si basa su una previsione di domanda di mercato.
Un sistema produttivo è di tipo pull (“a trazione”) se il lead time di prodotto è inferiore al delivery time.
Ciò consente all’azienda di programmare la produzione in base agli ordini ricevuti dai clienti.
Alla base di un sistema produttivo di tipo pull c’è il concetto di flusso del valore, ovvero la sequenza delle attività necessarie a generare valore per il cliente.
Nella produzione pull il flusso è tirato dal cliente (da ciò deriva il termine “pull”), e ciò significa che sono propri i clienti a tirare il materiale dentro la fabbrica, in quanto alla richiesta del cliente si avvia il processo di produzione.
Molte aziende manufatturiere operano secondo una logica di tipo push.
In questo tipo di organizzazione non si sa quale siano le richieste dei clienti in termini di quantità di prodotto, tempi di consegna, ecc., e la fase di assemblaggio procede per montare il maggior numero di pezzi che verranno portati in magazzino dove attenderanno l’arrivo degli ordini.
Questo sistema di produzione comporta la presenza di sprechi (Muda) sia nel trasporto che nell’immagazzinamento.

I sistemi di produzione pull “puri” sono in realtà rari. In genere le aziende adottano una gestione pull fino ad un certo punto del flusso produttivo e applicano una logica push nelle fasi precedenti.
Questo punto di transizione tra logica push e pull è definito di disaccoppiamento ed è determinato dall’indice di programmazione e dal tipo di distinta base¹ dei prodotti offerti dall’azienda.
Il punto di disaccoppiamento (decoupling point) è di solito gestito con un magazzino opportunamente dimensionato (stock buffer), in questo modo invece di formare ingenti scorte in magazzino in previsione di una richiesta, l’azienda produce una scorta minima, dimensionata sulla domanda media di un determinato periodo (es. una giornata), e rende il suo processo produttivo flessibile in modo da rispondere quasi in tempo reale alle fluttuazioni della domanda.
Per quanto riguarda le aziende di servizi la situazione è diversa. Un servizio non ha scorte come un prodotto e quindi è sempre l’organizzazione che si attiva in seguito ad una richiesta dell’utente (cliente, cittadino, impresa, ecc.), pertanto con l’espressione “flusso tirato” dal cliente si intende che i servizi forniti dall’organizzazione sono forniti (sviluppati, customizzati, e/o attivati e forniti) nel momento in cui c’è un fruitore che lo richiede. Logica che è alla base dell’erogazione dei servizi on-demand, in cui il processo di “produzione” progetta e realizza soltanto ciò che soddisfa le reali esigenze dell’utente.

La pressione competitiva, l’incertezza di vendita e la crescente difficoltà di previsione della domanda di mercato rende fondamentale per le imprese ridurre la dipendenza da queste previsioni in modo da diminuire le immobilizzazioni di merce e di capitale. Per raggiungere questo obiettivo l’azienda non ha altro modo che ridurre il lead time totale di produzione del prodotto. Nello specifico se il lead time scende al di sotto del delivery time, l’impresa può gestire il flusso produttivo secondo una logica pull, ridurre drasticamente i rischi e iniziare a diventare un’impresa Lean.

Produzione PUSH vs produzione PULL

[¹] La distinta di base è un documento che consente, a partire dal prodotto finito (codice padre), di rappresentare gli elementi del livello immediatamente inferiore (codici figlio) e da questi di passare a quelli successivi fino all’ennesimo livello di componenti o materie prime da acquistare.

Produzione PUSH vs produzione PULL

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DELIVERY TIME e LEAD TIME