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LEAN STARTUP

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LEAN STARTUP è una metodologia ispirata al Lean Manufacturing¹ di cui utilizza i principi – creazione di valore, eliminazione degli sprechi e produzione just-in-time – per la creazione d’impresa o per la realizzazione di nuovo prodotto attraverso quello che viene chiamato “ciclo di apprendimento Lean” anche noto come ciclo build-measure-learn (costruire-misurare-apprendere), il processo su cui si basa il modello Lean Startup.

LEAN STARTUP

Il ciclo si basa su specifici criteri di misura per valutare i progressi compiuti su sperimentazioni realizzate con l’obiettivo di testare rapidamente le reazioni del mercato su specifiche caratteristiche del prodotto o servizio realizzato. La sperimentazione più nota è il Minimum Viable Product (minimo prodotto fattibile) che consente di verificare, con bassi investimenti e in tempi brevi, le risposte del cliente a un prototipo minimamente funzionante.

STEVE BLANK E IL MODELLO DI SVILUPPO DELLA CLIENTELA
Il modello Lean Startup nasce da un’evoluzione della Customer Development Methodology ideata a metà degli anni 90 da Steve Blank, imprenditore della Silicon Valley, fondatore di startup, docente di imprenditoria e innovazione in diverse università degli Stati Uniti.
Blank è considerato uno delle 10 persone più influenti della Silicon Valley e Forbes lo ha inserito tra le 30 persone più importanti del mondo tecnologico. È uno dei padri del nuovo approccio alla creazione di impresa che si è diffusa a livello globale², a lui si deve la definizione di startup come: “un’organizzazione temporanea in cerca di un business model ripetibile, scalabile, profittevole” nonché il concetto alla base del suo funzionamento “get out of the building”, “… vai in giro e chiedi: il mio prodotto ti interessa?”.

Il modello Customer Development³ di Blank getta le basi per il movimento Lean Startup reso popolare da Eric Ries che Blank indicò “il miglior studente che io abbia mai avuto”.
Ries ha basato il metodo Lean Startup sull’interazione, ovvero per sviluppare un prodotto occorre rendere più brevi i cicli di produzione, procedere per release frequenti, validarle attraverso i feedback dei clienti e quindi ripetere il processo.
Pertanto è necessario iniziare sviluppando un prototipo o un MVP, “Minimum Viable Product” e gli step successivi condurranno ad un graduale miglioramento.

MINIMUM VIABLE PRODUCT
Stavamo mettendo insieme un prodotto preliminare pieno di problemi di stabilità, e lo consegnammo ai clienti prima che fosse pronto. Dopo esserci accaparrati i clienti modificavamo il prodotto continuamente, rilasciando una nuova versione decine di volte al giorno”.
Con questa affermazione, riportata nel libro Partire leggeri⁴, Ries ha dato origine a un concetto molto importante che diventerà noto come minimo prodotto fattibile – minimum viable product – e che sarà alla base della startup leggera.
Il minimo prodotto fattibile è quel prodotto che ha solo alcune caratteristiche ma sufficienti per farlo funzionare e permettere agli utenti iniziali di acquistarlo e fornire dei feedback.
Ciò si ricollega all’idea espressa qualche anno prima da Blank, ovvero di cercare immediatamente una validazione sul mercato, e pertanto non è necessario costruire un prodotto nei minimi dettagli poiché è possibile che alla prima prova sul mercato non venga accettato.

IL CICLO BUILD-MEASURE-LEARN
Secondo Ries il minimo prodotto fattibile non è un qualcosa che va realizzato una-tantum ma è inserito in un ciclo che conduce alla trasformazione dell’idea in prodotto. Questo ciclo chiamato Feedback Loop o Ciclo di Feedback è composto da tre fasi Build-Measure-Learn (Fig.1)
Ecco come si svolge: nella prima fase sono esaminate le ipotesi alla base dell’idea del business: questo step ha come obiettivo l’esplorazione del problema o bisogno che sta alla base dell’idea.
L’idea non può iniziare a concretizzarsi senza aver prima verificato che il problema esiste davvero, è sentito dal target individuato ed è abbastanza forte da spingere l’impresa a risolverlo.
Solo dopo aver accertato l’esistenza del bisogno si procede con gli step successivi. Nella fase di Build ciò che viene realizzato è in realtà una soluzione, un minimo prodotto fattibile (Product) che porta un valore. In seguito si entra nella fase di misurazione (Measure) dove utilizzando le actionable metric⁵ occorre capire se quello che stiamo realizzando interessa il nostro mercato di riferimento, i nostri clienti.
L’ultima fase è l’apprendimento (Learn) in cui l’imprenditore deve rispondere alla domanda più difficile, ovvero se continuare con la strategia iniziale oppure cambiarla. In un caso o nell’altro il processo non deve considerarsi concluso, infatti il ciclo Build-Measure-Learn ricomincia per testare un nuovo aspetto dell’idea o modificare la soluzione in caso in cui i risultati non siano soddisfacenti.
Inizia così un nuovo ciclo che si ripete sino a quando il prodotto non avrà raggiunto le aspettative della сlientela target ovvero, finché non si raggiunge il “Product Market Fit”6
Un’altra caratteristica del ciclo è che deve essere svolto nel minor tempo possibile. Abbreviare il ciclo significa sprecare meno, velocizzare l’apprendimento e quindi avvicinarsi più velocemente ai reali bisogni dei clienti.

I VANTAGGI DELLA METODOLOGIA LEAN STARTUP
È indubbio che la metodologia Lean Startup offra molti vantaggi sia nello sviluppo di nuovi prodotti o servizi e sia nel regolare un nuovo modello di business.
Tra i vantaggi ci sono:
– Permettere di operare in un mercato in rapida evoluzione o con un target che ha esigenze dinamiche.
– Lavorare a stretto contatto con la clientela e ottenere da questa rapidi riscontri.
– Avere subito chiari e visibili, all’intera organizzazione, i feedback dei clienti.
– Applicare tecnologie innovative in tempi brevi.
– Incorporare le richieste del mercato nella strategia di prodotto.
– Presentarsi su un mercato caratterizzato da un significativo potenziale di innovazione a lungo termine.
– Avere una valida alternativa alla definizione di un classico piano aziendale.
– Definire un modello di business sostenibile e condividerlo con le varie aree aziendali.
– Creare un MVP e fare test di mercato per rivedere il prodotto e il business che ruota intorno ad esso.
– La capacità di adattamento, in modo agile, del modello rassicura gli investitori e aumenta la fiducia del personale aziendale.

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Il metodo Lean Startup stravolge dunque il ruolo del cliente che da oggetto di analisi di mercato diventa un interlocutore aziendale attivo. Il cliente viene messo al centro ed egli stesso fornisce i risultati che indirizzano il processo di crescita, le strategie di posizionamento e di sviluppo dell’impresa o del nuovo prodotto. La Customer Development favorisce dunque esperienze positive per il cliente, assicurando all’impresa lealtà della clientela, fatturato e a lungo termine profitti più elevati.


¹ La Lean Manufacturing, ovvero produzione snella, è una filosofia manageriale che da diversi anni si è diffusa nel mondo produttivo per l’efficacia dei suoi principi e per i notevoli risultati ottenuti nelle pratica. La filosofia Lean è un modello utile per comprendere e gestire l’attuale realtà aziendale.

² Nel 2003 Steve Blank ha pubblicato il libro The four steps to the epiphany in cui ha presentato il modello Customer Development, da questo libro e attraverso il contributo di altre idee quali Lean Startup di Eric Ries, il Business Model Canvas di Alex Osterwalder, nascerà una nuova metodologia per fare impresa, la Lean Startup Methodology che Blank tratta nel libro del 2012 The Startup owner’ s manual.

³ Fu presentato da Blank nel libro – The four steps to the Epiphany del 2003.

⁴ Partire leggeri. Il metodo Lean Startup: innovazione senza sprechi per nuovi business di successo di Eric Ries – Rizzoli Etas 2012

⁵ Una parte fondamentale del metodo lean startup è la misurazione dei risultati. E per questo è indispensabile definire cosa e come deve essere misurato, altrimenti c’è il rischio, reale, di raccogliere dati inutili. Affinché le metriche o i criteri di misurazione siano validi devono essere: utilizzabili, accessibili e verificabili.

6 Secondo Marc Andreessen, ingegnere e imprenditore americano il “product market fit” significa essere in un buon mercato con un prodotto che può soddisfare i bisogni di quel mercato. Dunque il prodotto giusto per il giusto target.

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